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Michel Houellebecq. Sottomissione

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Sottomissione non è un libro profetico, almeno non nel senso che si da spesso alla parola profezia. Sottomissione è un libro profetico secondo il senso proprio del termine, che significa annuncio, messaggio. Il libro di Houellebecq non prevede quello che accadrà, vede quello che succede o è già successo ma – per pigrizia, abitudine e convenienza – ignoriamo: è quindi, in un certo senso, un reportage, la descrizione di uno stato di fatto. Eliminiamo però subito alcuni equivoci: Sottomissione non è un libro islamofobo e nemmeno un libro contro l’Islam. Deluderà quindi tutti i lettori che si aspettano un pamphlet di denuncia della minaccia islamica. Ma li deluderà, perché è un libro che con la sua narrazione subdolamente potente ma all’apparenza spenta e dimessa, tipica di Houellebecq, rivela l’evidenza negata della nostra fondamentale ignavia. Sottomissione è un libro contro l’uomo: l’uomo occidentale, europeo soprattutto, ma non solo. Contro l’uomo in genere. Testimone – non protagonista – degli eventi è François, docente universitario, studioso di Huysmans – l’autore di Controcorrente – piccolo borghese o borghese piccolo, che conduce una vita alla deriva (per citare un’altra opera di Huysmans). Testimone di un unico fatto eccezionale, che, alla fine, si rivela di sconcertante banalità: l’ascesa alla presidenza francese, in un futuro imminente, di un musulmano. Ma nonostante parli, anche, di politica, Sottomissione non è un libro politico o sociologico. Al limite psicologico. Perché il suo tema centrale è la mediocrità umana: quella debolezza, o forza, che consente all’umanità di adattarsi e sottomettersi, appunto, a qualunque situazione, a qualunque regime politico purché gli sia garantita la realizzazione di un certo numero di desideri elementari. Houellebecq ce lo lascia intuire, quasi come in un giallo, già all’inizio del romanzo, dove descrive la carriera di Huysmans, divenuto funzionario pubblico nel 1866 e pensionato nel 1898 senza che nella sua vita succedesse altro. Perché questo siamo o, banalmente, ambiamo essere: semplici funzionari. Di chi o di cosa preferiamo non saperlo.

Michel HouellebecqSottomissione, Bompiani – pp. 252, € 17,50

(Stefano Bandera) ©riproduzione riservata

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2 thoughts on “Michel Houellebecq. Sottomissione

  1. Credo che più di un racconto sull’alienazione (burocratizzazione, inefficacia) dell’uomo occidentale, sia un libro, come tutto Houellebcq, sull’ironia della storia. Siamo in balia, come in tutte le vicende del simpatico (dall’antico greco, colui che sente) scrittore francese d’Oltremare, di un mostruoso idolo, che chiamiamo di volta in volta, amore, società, personalità, Io o l’Altro. La storia organizzata. In realtà è un velo dipinto. Un po’ lacerato, qua e là, e attraverso vediamo cose non simpatiche, debolezze, inettitudini. Un romanzo sveviano del post-duemila, mi parrebbe.

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