Storie e persone

Lacrime di Barbapapà

barbapapa

Talus Taylor, nato nel 1933 a San Francisco, è stato il creatore – insieme a sua moglie Annette Tison – dei Barbapapà. È morto quasi in segreto, lo scorso 19 febbraio. Anche da adulti, alcuni personaggi di fantasia restano nei ricordi e quando scopriamo che il loro autore è scomparso ne siamo sinceramente dispiaciuti.
La nascita dei Barbapapà si fa risalire a una passeggiata fatta da Talus e Annette lungo i giardini Lussemburgo, a Parigi, e a un bambino che pronuncia un incomprensibile «Baa baa baa baa», Barbe à papa, il nome dello zucchero filato. Nasce così il capostipite, una specie di patata morbida, color chewing-gum, con la prodigiosa capacità di cambiare forma. Seguono il resto della famiglia e un successo mondiale. Vengono tradotti in 33 lingue e dai libri illustrati si passa all’animazione, con una produzione giapponese. Sono cartoni animati brevi, della durata di circa cinque minuti, in cui Barbapapà, Barbamamma e i loro sette figli risolvono problemi attraverso trasformazioni fantasiose e trasmettono ai bambini valori quali solidarietà, attenzione per l’ambiente, fiducia in se stessi.
Questa famiglia così originale piace anche agli adulti perché in fondo, cosa sono quelle trasformazioni se non la volontà di superare gli ostacoli con risorse trovate in sé di volta in volta?
È un mondo immaginario, fatto di personaggi di ogni colore, ciascuno con un talento specifico, coltivato e apprezzato, come ogni genitore dovrebbe fare con i propri figli, come dovrebbe farlo ogni comunità.
Il mondo reale è sicuramente diverso da quello variopinto e felice dei Barbapà, ma è anche probabile che davanti a quei personaggi dalle forme cangianti, il broncio di un adulto si trasformi – anche se solo per cinque minuti – in un sorriso. Si potrebbe magari scoprire che in una parte dimenticata della psiche esistono risorse per dire scherzosamente a se stessi «Resta di stucco, è un barbatrucco!» e la soluzione funzioni, anche senza magia.

Curiosità. Il termine barbatrucco è stato inserito tra i neologismi del vocabolario Zingarelli nel 2011.
Roberto Vecchioni curò la versione italiana della colonna sonora dei Barbapapà e interpretò la prima sigla della serie, insieme al gruppo Le Mele Verdi, meteora che deve i suoi maggiori successi a quelle canzoni. La sigla della seconda serie, trasmessa in Italia a partire dal 1979, fu affidata a Claudio Lippi e Orietta Berti che doppiarono anche i personaggi.

(Paola Giannelli) ©riproduzione riservata

 

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