Storie e persone

Il pasto nudo

Nyotaimori-

A nulla erano servite le proteste delle donne davanti all’ingresso dell’Expo, e gli articoli, firmati da penne illustri, che chiedevano il boicottaggio del padiglione Giapponese, tacciando di misoginia e disprezzo per le donne la singolare decisione di aprire un Nyotaimori Restaurant all’interno del padiglione stesso. L’ambasciatore nipponico in Italia, con l’aplomb che contraddistingue il suo popolo, aveva tenuto un’affollata conferenza stampa – a qualche giorno dall’inaugurazione – durante la quale aveva dichiarato che «nessuno poteva mettere in discussione le antiche tradizioni del suo paese e che il ristorante sarebbe stato aperto come previsto».

Rifacendosi a una tradizione dell’epoca Edo, esclusivamente riservata ai nobili, il ristorante avrebbe offerto le tradizionali pietanze della cucina giapponese, sushi e sashimi, servite sui corpi nudi di giovani donne che, con il loro calore, avrebbero esaltato le raffinate fragranze dei cibi.

Il locale è suddiviso in quattro piccole sale private e in ciascuna di esse  una donna di languida bellezza giace immobile, su un raffinato tavolo in ciliegio. Servono bravura ed esercizio per assicurare la perfetta riuscita del banchetto: imparare a rimanere sdraiate per ore, sopportando, senza darlo a vedere, i brividi procurati dai cibi freddi appoggiati sul corpo non è cosa da tutte.

La singolare esperienza culinaria inizia leccando le dita dei piedi, spalmate di salsa wasabi. Poi si sale lungo le gambe, divorando tocchetti di sashimi. Il sesso scuro nasconde una piccola ampolla di porcellana, colma di salsa di soia: insaporire il cibo là dentro è un po’ come attingere alla fonte della vita. Il riso e le alghe creano disegni fantastici sopra e intorno ai seni, piccoli e sodi, mentre una bocca pallida offre i tentacoli di un polipetto morente.

Ristorante di lusso, senz’altro, non per tutte le tasche, eppure, il giorno dell’inaugurazione, una fila di uomini attende di potersi servire al sensuale banchetto. Ma le cose non vanno come previsto: le urla dei primi clienti squarciano l’elettrizzante atmosfera dell’inaugurazione, interrompendo il discorso del Primo Ministro e facendo accorrere polizia in assetto da guerra.

Perché, con un’azione tanto segreta quanto spettacolare, le moderne geishe, decise e ribellarsi a una pratica tanto avvilente, fanno trovare, stesi sui tavoli, quattro giovani e affascinanti transessuali che, oltre a sushi e a sashimi – e nonostante sia già maggio – imbandiscono alla propria tavola anche guizzanti pesci d’aprile.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

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