città

Aspettò che le salisse  sopra e poi chiuse gli occhi.

Lasciò che le mani le toccassero pancia e i seni, ma spostò la testa da una parte per sfuggire alla bocca che la cercava; l’odore del fiato caldo le fece salire in gola un conato di vomito, che subito ricacciò indietro.

Quando lui spinse per entrare, lei sentì che l’erezione si stava spegnendo. Allora lo circondò con le gambe, lo abbracciò intorno ai fianchi e lo tenne dentro, spingendo forte affinché non perdesse la presa e dovesse ricominciare tutto daccapo. Il sesso ritornò subito duro e lui iniziò a sbatterla con piccoli colpi regolari, mentre lei si avvinghiava alle sue spalle, fingendo un piacere inesistente.

Ascoltò banali parole autocelebrative, e fece una risata roca, per rassicurarlo che stava andando alla grande. Il puzzo del sudore, acre e pungente, aveva invaso la stanza.

Quando lui cercò di baciarla di nuovo, provando a infilarle la lingua nella bocca, lei serrò prontamente le labbra dichiarando il definitivo rifiuto. Allora lui le sollevò le gambe e iniziò a sbatterla con violenza, con colpi sempre più forti e irregolari.

Dalle finestre aperte arrivavano i rumori della notte, il chiacchiericcio della gente che si attardava all’aperto nell’afa d’inizio di luglio, mentre poche automobili sfrecciavano silenziose nelle strade  deserte.

Lui, come un corridore che vede in lontananza la linea del traguardo, iniziò a tremare e a montarla più forte, inseguendo il ritmo della musica stonata dei loro corpi, che picchiavano l’uno contro l’altro; dopo un rantolo di doloroso godimento, tutto si placò.

Il corpo pesante di lui uscì da quello inanimato di lei e, rannicchiandosi su se stesso, si abbandonò  alla calma che segue un’immensa fatica.

Lei si alzò e si diresse verso il bagno, si lavò, cancellò il disgusto; si rivestì in fretta, infilò nella borsetta i soldi che lui aveva messo sul comodino e, come in un rituale ripetuto più volte, senza salutare, si chiuse la porta alle spalle e si immerse nella notte.

Il suo cuore era una città fantasma.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

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