Libri

Colorare è un gioco per adulti

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Nonni e genitori lo sanno da sempre: aiutare figli e nipoti a distribuire colore all’interno dei disegni è rilassante, e da qualche tempo – in libreria – ci sono angoli dedicati a libri da colorare, per adulti non accompagnati.

Chi ne ha acquistati ne parla con entusiasmo probabilmente per alcuni motivi:

a) delle migliaia di decisioni consce e inconsce che il nostro cervello elabora ogni giorno, procurarsi un libro da colorare ne comporta pochissime: acquistarlo, trovare un posto tranquillo, scegliere i colori.

b) Perché non c’è un modo giusto o sbagliato di procedere, colori appropriati o sconvenienti; cose note ai bambini. Gli adulti tendono a dimenticare che spesso ci sono alternative, ad avere la pazienza di cercarle.

c) Finalmente si riesce a comprendere come si fa a mantenere l’attenzione sulla foresta e sull’albero, è tutto lì sul foglio: dettagli minimi e figura d’insieme. Nella vita reale possiamo dedicarci solo alternativamente agli uni o all’altra; siamo esseri limitati e la realtà – a volte – sembra progettata per esseri dalle capacità sovrannaturali.

d) Colorando, siamo liberi di spaccare il capello in quattro, otto, sedici o quanto vogliamo: essere precisi o puntigliosi, è un pregio.

e) Oppure essere approssimativi, iniziare dal basso, dall’alto, procedere a caso lungo il foglio. Anche questo può essere un pregio.

e) Una pagina vuota può scoraggiare, si tratti di un pentagramma, il momento di mettere un progetto nero su bianco, preparare un diagramma di gantt, cercare le parole più ricche d’amore o grevi di rabbia o rancore. Una pagina che invece propone una sagoma, una direzione, un’idea, ti fa sentire a metà dell’opera anche se non è vero.

f) Possiamo smettere di colorare quando vogliamo, nessuno ci accuserà d’incostanza.

g) Ci sentiamo sereni per un niente, abbiamo gli occhi luminosi, ci mordiamo un labbro o corrughiamo la fronte per l’impegno nel seguire ogni particolare sul foglio. E magari ci raggiunge il ricordo di un’estate afosa o una primavera rigogliosa: si saliva sugli alberi, a piedi nudi, si giocava a facciamo che ero. Nessuno lo saprà, se non vogliamo raccontarlo. È tutto lì, nel sentimento di ogni macchia di colore.

h) Oppure, proiettati oltre quell’albero di molti anni, pensare basta!, anche la mia mente ha bisogno di cose leggere, e cercarle curvilinee e colorate. Per tutto il tempo che ci vorrà.

Tutto sommato, per un libro di disegni, non è male.

Johanna Basford ha venduto milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo; traggono ispirazione dai giorni della sua infanzia presso i nonni, in Scozia. Le illustrazioni partono da un disegno non colorato che viene riprodotto, come elemento di base, integrato e modificato.
Altri autori si sono aggiunti nella produzione di libri da colorare.

(Paola Giannelli) © riproduzione riservata

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