Racconti

Due ragazzi sulla spiaggia

ragazzi_spiaggia

Si incontravano in fondo alla spiaggia, vicino a uno scoglio a forma di sella. Lei sedici anni, lui quattordici. Nessuno dei due capiva la lingua dell’altro, eppure non facevano altro che parlare. Parlavano della spiaggia, dei bagnanti, del mare, dello scoglio a forma di sella, dell’orizzonte, del sole: anche d’amore. Lui era innamorato, lei no. A lei piaceva la spiaggia, a lui no. Tutti e due amavano il mare. Però non si capivano e quindi nessuno sapeva cose pensasse l’altro. Non avevano paura di essere disturbati perché vicino allo scoglio a forma di sella il mare puzzava un po’. Forse era l’odore delle alghe che marcivano, forse uno scarico nascosto fra le rocce, così non c’era mai nessuno a parte loro due. Ogni tanto si mettevano seduti sullo scoglio, lei davanti e lui dietro, e facevano finta di cavalcare il mare. Anche in quelle occasioni dicevano cose, lanciavano strilli, magari cantavano, ma ciascuno nella propria lingua. Quando il sole toccava le cime dei pini sulla piccola isola di fronte, ritornavano verso gli ombrelloni e le cabine.

«Dove andate ogni giorno tu e tuo fratello?» chiede un giorno la madre, mentre lei e la figlia si vestono in cabina.

«In fondo alla spiaggia, allo scoglio a forma di sella.»

«E cosa fate?»

«Parliamo.»

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

Dipinto di Claudio Malacarne.

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