Racconti

Racconto d’inverno

lupi

Comparve alla fine del mese di novembre. Al crepuscolo della sera e del mattino, si indovinava la sua sagoma sfumata aggirarsi al confine del paese. Poi cominciammo a sentire il suo ululato, a vederlo vicino al cimitero. Una mattina, lo trovammo sulla piazza. Immobile. Aveva in bocca una gallina morta, il muso sporco di sangue e interiora. Poi corse via. Sparì per qualche giorno e ricomparve. Si portò via una pecora. Spaventò una bambina giù al mulino. Rovesciò le arnie deserte alla fattoria dei Lorenzini.

In paese c’erano due gemelli che di cognome si chiamavano Lupi. Erano cacciatori. Dissero che avrebbero «sistemato quella bestia». Il più vecchio partì in un’alba livida e la sera non tornò. Il giorno dopo partì quello più giovane. Tornò al tramonto, portando su una slitta il corpo del lupo e quello del fratello. Li distese sulla neve, nella piazza, davanti ai gradini della chiesa. Il prete li benedisse tutti e due. Noi bambini andammo a guardarli. Li lasciarono lì per la notte. Il giorno dopo il lupo era scomparso. Dei due gemelli c’era solo quello morto.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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