Poesia

L’esistenza di dio

dio

Scrissi le prove dell’esistenza di dio:

il cielo stellato sopra di me,

la legge di Anna dentro di me,

il nome di un albergo scritto in oro

sopra una scatoletta di fiammiferi.

Tu aprivi l’aria

come un lancio di moneta

e le sei facce del parallelepipedo

si disegnavano di numeri casuali:

vidi un quaranta e un sette

e sull’ottava faccia vidi un tuono.

Parlavo con l’inchiostro,

secco da giorni dentro il calamaio,

ma le risposte erano tagli di coltello

stesi dal tempo lungo i palmi delle mani.

L’albero della vita era caduto

la sua corteccia bruciava in una stufa

e il tronco inerte giaceva nella stiva.

«Nostromo» gridò il capitano. «Nostromo.»

Ma il Nostromo era morto da tempo,

l’isola era scomparsa,

la rotta era sbagliata,

i libri di Prospero si erano persi in acqua,

la mappa dell’Atlantide

era stata disegnata capovolta,

e i numeri sull’acqua erano onde

di cui solo lo Scrivano conosceva la frequenza.

«Scrivano» gridò il capitano. «Scrivano.»

Ma anche lo Scrivano era scomparso:

le false prove della sua esistenza

l’avevano trasformato in un metronomo

appeso alla parete di un bordello.

La nave affondò. dio non poté far nulla,

il capitano guardò il cielo stellato

e ricordò la scatoletta di fiammiferi:

la terza prova non la conosceva

e la moneta lo salutò col miserere.

 

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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