Storie e persone

Buon compleanno Darwin (e praticate la disobbedienza)

darwin

Suo padre lo voleva medico e lo iscrisse alla facoltà di medicina di Edimburgo. Il giovane Charles provò ad assecondarlo, ma lasciò gli studi quasi subito, disgustato dalle pratiche della medicina di allora.

Darwin senior provò allora a farne un ecclesiastico, iscrivendolo alla facoltà di Teologia del Christ’s College di Cambridge, senza minimamente scalfire gli interessi di suo figlio per l’osservazione della natura, che continuò a studiare e approfondire, nonostante il regolare completamento degli studi di Teologia.

La grande occasione si presentò nel 1831, con l’organizzazione di una spedizione a bordo del brigantino HMS Beagle, adattato ad unità di ricognizione, al comando di Robert Fitzroy. La composizione dell’equipaggio prevedeva un naturalista di bordo, per osservare e descrivere durante il viaggio le terre esplorate, insieme alle specie animali e vegetali presenti.
Anche in questo caso Darwin senior – che sembra considerasse suo figlio non particolarmente capace e fosse seriamente preoccupato per il suo futuro –  osteggiò il progetto: gli sembrava strano che tale incarico fosse stato proposto proprio a Charles ed era contrariato dall’assenza di un compenso.

In un primo momento Darwin  seguì i consigli paterni, rifiutando l’incarico, tornando però  sui suoi passi quando un sostituto era già stato trovato. Durante un colloquio con il capitano Fitzroy – aristocratico, colpito dai modi e dalla raffinatezza di Darwin – divenne ufficialmente il naturalista della spedizione.
Il viaggio durò ben cinque anni, toccando le isole di Capo Verde, le Falkland, le coste del Sud America, le Isole Galapagos e l’Australia. La spedizione consenti a Darwin di affinare il suo già notevole spirito di osservazione, esercitato sin da bambino vagando per gli stagni o accompagnando i pescatori di ostriche.

Nel 1836 il brigantino tornò in patria, approdando a Falmouth, Cornovaglia: il resto è storia della biologia.
Al rientro, Darwin classificò il materiale raccolto – oggi di proprietà del  British Museum – ed elaborò le sue teorie sull’evoluzione della specie. Vennero accolte con favore dagli studiosi, nonostante l’ostilità dei creazionisti che, nella convinzione dell’assoluta perfezione del creato, trovavano inconcepibile che specie animali e vegetali fossero soggette alla selezione naturale per rafforzarsi e adattarsi.

Al di là delle teorie elaborate, leggendo di Darwin c’è da chiedersi come vedessero la realtà i suoi occhi, cercando analogie, differenze e regolarità, quale curiosità lo animasse; così come ci si può chiedere come filtri il mondo un musicista, orientandosi tra suoni e rumori, o un pittore, tra luci, ombre e colori. Qualità così specifiche da passare, agli occhi di chi non le possiede, a volte come inettitudini e debolezze in altri ambiti dell’esistenza.

Charles Darwin avrebbe potuto non partire per la spedizione a bordo del Beagle e decidere di diventare un uomo di chiesa, ma – per fortuna -si può anche disobbedire ai padri.

Il 12 febbraio, in occasione dell’anniversario della sua nascita, si festeggia in tutto il mondo il Darwin Day che è anche un anniversario di curiosità, perseveranza, rispetto delle proprie aspirazioni e della parte più autentica di sé.

Allora, buona disobbedienza ai padri e buon Darwin day!

(Paola Giannelli) © riproduzione riservata

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