Inquieto vivere

Puoi mangiare ciliegie o scriverne

cil

Mentre le ciliegie assaporate durano i pochi istanti che impiega il cervello a registrare il sapore, quelle scritte durano più a lungo.

Puoi raccontare forma e colore, grandezza  e consistenza, capire perché sono lì davanti, ancora nel sacchetto di carta, o  in una coppa di vetro al centro del tavolo. Puoi chiederti se le mangerai subito o le osserverai un po’, pregustando il momento di assaggiarle. E anche pensare a come ti sentivi quando le hai scelte al banchetto del mercato, che vestiti indossavi e se era una bella giornata, forse c’era il sole e avevi indosso quella gonna a grandi fiori azzurri scovata nell’armadio in fondo al corridoio. La credevi persa nei tanti traslochi.

Le ciliegie raccontate durano per sempre, o giù di lì, non perdono il rosso brillante e il gusto un po’ acerbo o  la sfumatura cupa e zuccherina, non  marciscono; se un piccolo verme le abita, resta congelato nella pagina per molto, molto tempo. Basta riaprire il libro, il diario, e ritrovi le ciliegie intatte, anche se raramente le ritrovi due volte uguali nell’immaginazione. Anche rileggendo le stesse parole.

Le ciliegie raccontate restano immobili insieme a quello che è accaduto nella stanza da letto, poco prima di infilare di corsa le scale.  La domanda se quella gonna a fiori stesse ancora bene, si è trasformata nell’inizio della resa dei conti: ha inanellato quei traslochi uno ad uno, insieme alle stagioni vissute, sempre più fredde.  Oppure no, magari sono state le più belle e quella non era la resa dei conti, ma ripercorrere con gioia una parte della vita.

Finalmente, porti un ciliegia vera alla bocca. La addenti, è quasi croccante, l’insignificante ostacolo della buccia si squarcia sotto gli incisivi, il succo dolce si mescola alla saliva, lo trattieni un attimo prima di deglutire.

Nessuna ciliegia raccontata, riesce a far passare il desiderio di quella reale –  del suo sapore che dura un’inezia, semplice ed essenziale –  come nessun ricordo è in grado di placare per sempre un desiderio. Il trucco è sapere quando chiudere il libro. O riaprirlo.

Immagine:  Allan Chow, Cherries

(Paola Giannelli) ® Riproduzione riservata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...