Racconti

La ragazza biscromica

biscromica

Non credo all’amore, ma non credo neanche al disamore. Ogni tanto discendo nel pozzo e sto lì ad aspettare. Qualcuno, a volte, arriva. Chi sia questo qualcuno non lo so, ma lui arriva, si siede, mi parla. Non capisco cosa dice, ma lo ascolto. Viene da Marte. Le prime volte si sedeva per terra, adesso, invece, nel pozzo c’è una sedia. Una sedia da giardino, pieghevole. L’ho portata di sotto e l’ho appoggiata al muro. Il muro del pozzo è cilindrico. Per scendere ho annodato una corda a un ferro che spuntava dalla ghiera. La sedia è bianca, di legno, senza lo schienale. Forse non è una sedia, è uno sgabello. Su Marte non hanno sgabelli. Su Marte non parlano.

Quando sono nel pozzo da solo, qualche volta mi masturbo. Per masturbarmi devo pensare a una ragazza. Ma, forse, neanche a una ragazza, forse semplicemente a pezzi di ragazza. A volte penso agli occhi. La ragazza biscromica è la mia preferita. La ragazza biscromica ha un occhio marrone e un occhio blu. La guardo negli occhi e mi masturbo. Se mi concentro sull’occhio marrone ci metto più tempo. L’occhio blu lo guardo raramente.

Su Marte non si masturbano. Su Marte non esistono ragazze biscromiche. A volte mi guardo allo specchio e controllo se anch’io sono diventato biscromico. Lo specchio non è nel pozzo, lo specchio è nel bagno. Non mi piace andare in bagno. Non mi piace andare in bagno, ma non mi piace neanche non andare in bagno. Preferisco discendere nel pozzo. Nel pozzo c’è poca luce, ma per parlare la luce non serve.

Qualche volta smetto di ascoltare e penso a come sarebbe vivere su Marte. Come sarebbe vivere su Marte? Ma nessuno mi risponde. Se vivessi su Marte non scenderei in questo pozzo per parlare con me. Se vivessi su Marte crederei all’amore e al disamore. Se vivessi su Marte forse sarei felice. Poi penso agli occhi della ragazza biscromica e penso che vivere qui sia più bello che vivere su Marte. Qui c’è il mio pozzo. Qui ho degli amici. Non so chi siano, ma qualcuno, a volte, arriva. Si siede, mi parla, lo ascolto.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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