Luoghi

Con Christo sulle acque

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Si tratterà, per la precisione, di un percorso su una passerella galleggiante costituita da 200.000 blocchi di polipropilene ad alta densità, collocati a pelo d’acqua e ricoperti da 70.000 metri quadri di tessuto giallo-arancio. Il percorso partirà da Sulzano, sulla sponda destra del lago d’Iseo e raggiungerà Monte Isola; lì ingloberà un percorso pedonale esistente, egualmente coperto di tessuto e, tramite due bracci sull’acqua, porterà all’isola di San Paolo, per un totale di 4,5 chilometri di camminata.

È l’ultima installazione di Christo, performer di origine bulgara e specialista di land art insieme a Jeanne-Claude, sua compagna, scomparsa nel 2009 (la loro storia qui) ma che Christo continua a considerare come contitolare di ognuno dei suoi progetti.
I visitatori avranno a disposizione il periodo dal 18 giugno al 3 luglio per organizzare la propria passeggiata, scegliendo l’orario che preferiscono: l’installazione sarà aperta giorno e notte e l’accesso gratuito.

Christo non è nuovo a opere imponenti che si stagliano sul paesaggio naturale o urbano: è noto come l’impacchettatore di monumenti, ma non solo. E se ha effettivamente impacchettato il Pont Neuf a Parigi, Porta Pinciana a Roma e il Reichstag di Berlino, ha anche disseminato, in contemporanea, migliaia di grandi ombrelli azzurri e gialli a nord Los Angeles e nella vallata del fiume Sato in Giappone; ha tirato una tenda arancio di quasi 19.000 metri quadri, come un gigantesco sipario, in una vallata del Colorado; ha delineato il perimetro di undici isolotti a Miami con un’installazione ricoperta di tessuto fucsia (qui le opere realizzate). Tutto temporaneo, tutto autofinanziato: Christo non accetta sponsor, i collezionisti dei suoi lavori preparatori, bozzetti, fotografie, sono la sua fonte di finanziamento. Al termine del progetto, il materiale viene riciclato.

Guardando le sue opere la domanda più immediata è perché le realizzi. Qual è il senso di ricoprire e impacchettare una struttura architettonica o aggiungere materiale artificiale alla natura. Forse interpretare in modo inconsueto e temporaneo un paesaggio o mantenere l’impatto dei grandi volumi architettonici, ma sottraendo dettagli; oppure dimostrare che, alla fine, guardiamo senza più vedere. Christo e Jeanne-Claude, in realtà, hanno sempre rifiutato di fornire un’interpretazione alle loro opere e allora accettiamo, per l’installazione sul lago d’Iseo, l’unico consiglio che Christo ci dà. Interrogato sul significato dell’opera ha risposto: «Toglietevi le scarpe e godetevi il dondolio delle acque».

(Paola Giannelli) ® Riproduzione riservata

Immagine: Bozzetto preparatorio dal sito Christo e Jeanne-Claude

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