moz

Lasciate perdere il fatto che fosse un mezzo mentecatto, gli piacesse parlare sconcio, sia morto giovane e le sue ossa siano finite in pasto ai cani o in una fossa comune di cui nessuno conosce l’ubicazione. Quella che conta è la sua musica (anche le sue palle, però, non sono male) anzi, la sua Musica, in M maggiore.

L’avrete capito, parliamo di Mozart, il wolfangamadeus, la cui musica, in base allo studio dell’università di Bochum, in Germania, avrebbe un riconosciuto potere terapeutico. «Lo sapevamo già che la musica fa bene» direte voi. Vero, e del resto lo sapevano anche gli antichi Greci (per dire): altrimenti non si spiegherebbe il mito di Orfeo, capace, col suono della cetra, di ammansire i leoni e riportare indietro l’amata Euridice dal regno dei morti (sì, ci fu un disguido al termine delle operazioni, ma questo poco importa).

Insomma, niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che ora ci sono misurazioni scientifiche e una certezza: Mozart fa più bene degli altri. Infatti, i nostri bravi studiosi hanno messo a confronto Mozart, Strauss e gli Abba (sì, quelli di Mamma mia) e hanno verificato che tutti i generi musicali fanno bene, ma a far abbassare di più la pressione sanguigna, il livello di cortisolo (un indice di stress) e la frequenza cardiaca è proprio il piccolo genio di Salisburgo. Strauss segue a breve distanza e gli Abba arrivano ultimi. Insomma, il pop non è la soluzione, il walzer nemmeno, ma la Sinfonia n°40 in Sol minore KV 550, sì.

Allora faccio una proposta. Perché non installare in tutte le città, nelle strade e negli atri luoghi pubblici, diffusori di musica mozartiana? Tutti saremmo più rilassati, si ridurrebbe il numero delle liti stradali, degli accapigliamenti per futili motivi e, magari, anche di altre piccole nefandezze, capaci di rendere pessima qualunque giornata. Certo, perché l’effetto sia massimo, bisognerebbe vietare per legge l’ascolto in automobile di Fedez, Francesca Michielin, Benji & Fede e Il Volo (che procurano la pecola), cosa forse non fattibile: ma tutto sta nell’incominciare.

Io, intanto, Mozart lo ascolto anche a colazione, perché il buongiorno si sente dal mattino.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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