velo

Masih Alinejad – giornalista e attivista iraniana che vive tra Londra e New York – aveva chiesto, nel 2014, a tutte le donne iraniane di fotografarsi senza velo e pubblicare i loro ritratti su una pagina Facebook creata per l’occasione.

La campagna, denominata La mia libertà clandestina, ha avuto un discreto successo e diverse migliaia di donne hanno aderito alla provocazione, per protestare contro la legge, imposta dall’ayatollah Khomeini, che – dopo la rivoluzione del 1979 – obbliga tutte le donne a indossare il velo in pubblico.

Oggi Masih ha alzato il tiro e ha chiesto agli uomini iraniani di velarsi e fotografarsi per provare sulla propria pelle la violenza a cui le donne sono condannate da un regime oscurantista che, in nome della religione, ha deciso per la libertà altrui. In Iran, infatti, mostrarsi in pubblico senza velo può portare a una condanna fino a due mesi di carcere, a una multa o all’umiliazione di una fustigazione in pubblico.

Come già era successo con gli uomini turchi – che lo scorso anno erano scesi in strada indossando la gonna, per solidarietà con una ragazza che aveva preferito morire piuttosto che farsi violentare (il post qui) – le immagini degli uomini iraniani velati hanno invaso i social network, dando voce a una protesta condivisa con le donne, contro la violazione dei diritti umani.

Perché le donne iraniane non hanno nulla contro il velo, vogliono semplicemente essere libere di poterlo indossare o meno, senza che questo venga loro imposto da chi, quel velo, non se lo metterà mai.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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