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«Ha mai letto Agostino?» gli chiesi.

«Sì.»

Solo che lui parlava delle Confessioni e io, invece, del romanzo di Moravia. Prima di renderci conto dell’equivoco, imbastimmo una discussione senza capo né coda.

«Glielo confesso, non ho mai letto niente di Moravia» disse lui, dopo esserci chiariti.

«E io di Agostino. Il santo, intendo.»

«Non è così importante.»

«Di lui conosco solo una frase: Ama e fa ciò che vuoi» confessai.

Non replicò.

«Qualunque cosa voglia dire» continuai.

«Lei lo sa?»

«No.»

«Nemmeno io. Non è nelle Confessioni, è nel commento a una lettera di san Giovanni.»

«Ricordo una ragazza che lo ripeteva come un mantra» dissi. «Ama e fai ciò che vuoi, ama e fa ciò che vuoi. Diceva di amarmi e andava a letto con tutti. E voleva che lo facessi anch’io.»

«E lei lo faceva?»

«Quando capitava. Ma a me capitava meno spesso che a lei.»

«E questo la ingelosiva?» mi chiese.

«Non so se fosse gelosia o solamente invidia.»

«Invidia?»

«Lei aveva più successo di me. E, in più, io non l’amavo.»

«Le mancava una parte, della frase di Agostino.»

«Sì, e mi manca ancora.»

Restammo entrambi in silenzio per un po’.

«E la ragazza?» domandò infine.

«L’ho sposata. Non mi ha mai più tradito con nessuno.»

«E lei?»

«Io? Non ho mai letto Agostino.»

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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