ultimo

Il mare era giù in fondo, alla fine della strada di terra bianca che partiva dalla casa. Rosalia si svegliava tutti i giorni all’alba, quando Tobia e Laika – i bastardini che si era ritrovata, un giorno, fuori casa – iniziavano a grattare frenetici alla porta della stanza. Fatta colazione, erano tutti e tre pronti per la passeggiata sulla spiaggia, ancora deserta in quei giorni di inizio primavera; solo ogni tanto si vedeva qualche pescatore.

Quel mattino, la passeggiata fu più lunga del solito. Arrivata alla spiaggia, la donna si inerpicò per il sentiero che conduceva alle rocce – dove c’era una piscina naturale, di un azzurro accecante – e si sedette a guardare l’orizzonte.

Era passato un anno da quando Antonio se n’era andato, consumato da un male incurabile in soli sei mesi. Si erano amati fin da ragazzi – fatti l’uno per l’altra – e, pur non avendo avuto figli il loro amore era bastato per più di trent’anni e sarebbe continuato ancora, se il buon Dio non l’avesse chiamato a sé con tutta quella fretta.

Per lui, che fin da ragazzo aveva fatto il pescatore e aveva vissuto all’aria aperta, quei mesi erano stati un supplizio – soprattutto quelli in cui il vento dell’inverno faceva tremare le imposte – con la tosse che lo tormentava giorno e notte, e il freddo che si infilava fin dentro le ossa.

Quando era arrivata la primavera, e i suoi giorni si accorciavano sempre di più, lui l’aveva supplicata di portarlo alla spiaggia. Lei, per soddisfare quel suo ultimo desiderio, si era fatta costruire un carretto che metteva appena fuori dalla porta. Tutte le mattine prendeva Antonio in braccio – che tanto ormai non pesava più niente – lo stendeva sul carretto e lo portava fino alla spiaggia.

Una volta arrivati, saliva anche lei sul carretto, copriva entrambi con una coperta di lana e, stretti stretti, ripassavano la loro vita: ricordi semplici che avevano riempito i loro giorni.

Anche l’ultimo giorno, Antonio era voluto scendere al mare e lei, che aveva capito, se l’era stretto forte al corpo caldo e, cantandogli la canzone del loro amore, lo aveva accompagnato al confine dell’ultimo viaggio.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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