Poesia

dov’eri il giorno in cui hanno ucciso

dove

dov’eri il giorno in cui hanno ucciso

kennedy, l’otto settembre,

il venticinque luglio, dov’eri il giorno

in cui ti cercavo

sotto la neve, le bombe,

il diluvio universale, sotto

le nuvole di cavallette stridule,

nere di bile, verdi di rabbia,

sensi di colpa arrampicati sugli specchi,

tramonti spalancati, pazienti stesi

su banchi operatori.

dov’eri quando leggevo il volo degli uccelli,

l’ansia del giorno spalancava solitudini,

il cuore si fermava.

dov’eri ieri, dove sei oggi, dove,

dov’eri mentre mangiavo davanti a un piatto vuoto,

ad un bicchiere vuoto, il tuo,

il mio, non so, dov’eri

mentre guardavo quel film brutto

con brad pitt e angelina jolie,

dove tu eri jolie, io pitt

e messi insieme non eravamo nulla.

dov’eri di notte, quando ti abbracciavo

ma non c’eri,

dov’eri quando ti parlavo, mi parlavi,

dov’ero io, dov’eravamo

mentre tu facevi finta di guardarmi

e io ascoltavo una canzone di aznavour.

solo che io non so

lasciar la tavola

se il piatto è ancora là, il tuo, il mio,

il piatto vuoto o pieno.

non so che cosa siamo diventati,

non so dove siamo.

non è il posto, però, che mi ha deluso,

sono io.

dov’eri il giorno in cui hanno ucciso noi.

 

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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