Storie e persone

Lettera a un Carletto che nasce

carletto

Caro Carletto, so che crescendo ti chiederai – come ho fatto io per tutta la vita – se quella che ti ritrovi tra i piedi sia la tua mamma vera, o se non ti abbiano scambiato nella culla appena nato. Vedendo quello a cui andrai incontro ogni giorno, ti domanderai se il tuo destino non fosse quello di essere figlio di una principessa, e vivere in un castello, invece che in una casetta sperduta nei campi, a Ornago, in Brianza, che è praticamente  in culo ai lupi.

Purtroppo, ogni volta che te lo chiederai, ti basterà guardarti allo specchio per verificare che il nasone da brianzolo in mezzo alla faccia e i colori da calabrese che gli faranno da contorno sono proprio tuoi: eredità di quella mamma lì, che ti girerà ingombrante per casa.

Quella che, come una scaricatrice di porto, userà rimproverarti con un «oh, figa, Carletto, metti a posto la tua stanza» e ti metterà in imbarazzo con i tuoi amici, richiamandovi all’ordine col suo «oh raga, avete finito di fare casino?»

Perché, caro Carletto mio, purtroppo le mamme non si possono scegliere; è come giocare alla lotteria, giri la ruota e quello che esce, esce.

Nel tuo caso, è vero, la tua è sicuramente un po’ svampita, capisce poco e, quel poco, lo capisce anche male; però, in fondo – e questo lo imparerai crescendo – ha anche tanti pregi: è simpatica e gentile, onesta e generosa, entusiasta della vita e, soprattutto, molto contenta di averti come suo bambino, comunque tu sarai.

Pensa che, per colpa tua, si è presa anche un cazziatone dal capo, perché secondo lui è rimasta incinta troppo poco tempo dopo essersi sposata. E allora tu sorvola e perdonale i difetti e concentrati sui pregi, perché – e questo è un consiglio per la vita in generale – è sempre meglio guardare il bicchiere mezzo pieno di quello mezzo vuoto.

Insomma, il peggio che ti potrà capitare sarà doverti addormentare con le canzoni di Biagio Antonacci, motivo per il quale – se sarai un bambino trendy come il papi – potresti pensare di ucciderla, crescendo (e avrai tutta la mia comprensione)..

Quindi arriva in fretta e salta fuori da quel pancione sempre più rotondo. Noi tutti non vediamo l’ora di conoscerti. Vieni a giocare e libera la mamma di quel pallone infilato nella pancia, così ritorna in forma e pronta a farti una bella sorellina, perché tu sarai solo il primo di una piccola serie. Arriva, che lei non vede l’ora di averti tre le braccia; quando parla di te si illumina tutta ed è felice come una pasqua.

Noi siamo qui, curiosi di vederti cominciare a vivere.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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