cult

Le giovani voci degli intellettuali islamici, attraverso la cultura, cercano di arrivare al cuore della gente per mostrare loro che la vita – quella di tutti i giorni – regala possibilità straordinarie per combattere il fondamentalismo. Vogliono aiutare le loro sorelle e i loro fratelli a diventare esseri umani pensanti, cessando così di essere vittime di una religione per certi aspetti sempre più violenta, che umilia l’intelligenza e l’individualità dell’essere.

Selim Ben Safia – giovane ballerino e coreografo tunisino – ha scelto la danza contemporanea come mezzo di espressione: per combattere la paura quotidiana, porta i propri spettacoli in luoghi inusuali – come i piccoli centri urbani più poveri  – e crea un dialogo con la gente cercando di insegnare che la danza e l’espressione corporea non tradizionali non sono necessariamente contro la religione, ma solo modi nuovi per potere esprimere se stessi.

L’egiziana Nivin Wagdi – attivista in prima linea contro le dittature – porta la musica e la pittura dentro le scuole e le biblioteche delle periferie; combattendo l’ottusa mentalità di genitori che, molto spesso, proibiscono ai figli un adeguato sviluppo culturale perché «la povera gente, quando chiede, chiede cibo, non vuole sentire parlare di cultura mentre i ragazzi, una volta entrati in contatto con la mia organizzazione, si entusiasmano e riescono a vedere un futuro diverso, per le proprie vite».

Zeinab Arteil – attivista libanese per i diritti umani – ha deciso di strappare giovani soldati alla guerra civile tra i sunniti e alawiti e, con l’aiuto di artisti e registi libanesi, ha trasformato un gruppo di ex combattenti in una compagnia di attori; che, oltre ad aver saputo dare voce alle proprie storie, sono riusciti a creare una via di discussione e di comprensione tra le due comunità.

Ci sono sempre più esempi di ricerca culturale che che tentano di liberare dall’oppressione religiosa e sottoculturale, giovani voci che, senza rinnegare la propria memoria e la propria tradizioni, lavorano ogni giorno per migliorare realtà che qualcuno cerca di affossare con la politica dell’oppressione e dell’ignoranza.

Perché è attraverso la conoscenza e la comprensione dell’altro che le nuove generazioni musulmane cercano la possibilità del confronto, attraverso la magnifica potenza delle innumerevoli strade del dialogo.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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