Racconti

Trakatan

trakatan

Avevo viaggiato in molti paesi del mondo e conosciuto le civiltà più antiche e singolari della terra. Un pomeriggio, mentre bevevo un tè sulla terrazza del mio hotel di Shambala – la città della felicità, ai piedi dell’Himalaya – sentii parlare, per la prima volta, del paese di Trakatan.

Ero rimasto vedovo da poco più di un anno e, dopo il funerale della mia amata moglie ero partito per un viaggio senza meta, e senza ritorno, lungo i cinque continenti della terra.

Quella sera, dopo cena, mi misi alla ricerca di notizie su quel paese dal nome magico. Consultai antiche mappe di viaggio, investigai furioso servendomi dei più moderni e sofisticati metodi di ricerca, ma di Trakatan, il cui nome non avevo mai sentito, sembrava non esistere traccia.

Il mattino dopo, a colazione, cercai i due uomini che ne avevano parlato, ma non li vidi da nessuna parte. Quando chiesi alla reception, il giovane impiegato mi rispose che se ne erano andati quella mattina, poco prima dell’alba.

Continuai a viaggiare per il mondo, sempre con il chiodo fisso di riuscire a imbattermi, un giorno, nel paese di Trakatan. Chiesi notizie a ogni viandante che incontrai, agli uomini di tutti i colori che incrociavano la mia strada, e avevano attraversato la terra alla ricerca di una vita migliore. La risposta fu sempre la stessa: nessuno aveva mai camminato per le strade di Trakatan.

Una sera, mentre viaggiavo attraverso la Patagonia cilena, venni colto da una febbre altissima, che mi costrinse a letto. La signora Mercedes – la proprietaria della piccola pensione dove ero ospite – mi preparò una pozione calda e ristoratrice che, nel giro di qualche istante, mi sprofondò in un sonno pieno di sogni.

Mi ritrovai a camminare per strade di immensa bellezza, che racchiudevano le antiche e nuove meraviglie che la natura e gli uomini avevano saputo creare. Poi una mano calda sfiorò dolcemente il mio viso, e la voce della donna che avevo amato per tutta la vita mi sussurrò parole che, pur non capendone il senso, mi scaldavano l’anima. Rividi tutti i nostri giorni insieme, e quelli trascorsi in solitudine, nell’attesa di poterla ritrovare e di congiungermi a lei, per sempre.

Allora capii di essere arrivato alla meta agognata, di avere finalmente trovato, racchiuso dentro di me, il paese di Trakatan – la terra dell’eternità – che, nella lingua dei morti, significa “il paese del cuore”.

Non mi risvegliai più da quel sonno.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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