Inquieto vivere

Non avrai altro Amazon all’infuori di me

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Vi trovate sistematicamente a corto di detersivo, rasoi, spaghetti, dentifricio? Ci sono giorni in cui guardate sconsolati la confezione vuota di caffè e azzannereste per sentire la moka gorgogliare? Niente paura, dal 15 novembre ci pensa Amazon, e senza che accendiate il pc.
Arriva anche in Italia il dash button, un prodotto-servizio nato con l’intento di rivoluzionare le abitudini di acquisto dei clienti Amazon.

Si tratta di un oggetto della dimensione di una chiavetta USB, che consente di acquistare prodotti di una singola azienda semplicemente premendo un pulsante sul dispositivo.
Il dash button può essere appeso o attaccato dove si desidera, funziona in wifi e dialoga con un’app sul cellulare. Il suggerimento è di posizionarlo esattamente lì dove potrebbe sorgere il bisogno: sulla lavatrice per l’acquisto di detersivo, in bagno per i rasoi usa e getta, all’interno dell’anta della dispensa per la pasta; ciò significa che è necessario dotarsi di un dash button per ogni produttore di interesse. C’è anche un meccanismo di sicurezza in caso il vostro bambino treenne inizi a martellare il pulsante del dash button con un giocattolo: non è possibile effettuare lo stesso ordine prima che siano trascorse ventiquattr’ore.
Il costo? Ogni dash button costa 4 euro e 99 centesimi che vengono scalati, con uno sconto dello stesso importo, al primo ordine; sostanzialmente è gratuito. Al momento i produttori italiani che hanno aderito al servizio sono circa una ventina.

Il dash button è già presente sul mercato nordamericano e qualche dubbio sulla sua reale convenienza per il consumatore è lecito. Innanzitutto, sembra sia un servizio poco utile per chi deve procurarsi i prodotti Amazon da un punto di ritiro (non disponendo di un servizio di portineria); in quelle circostanze, non si comprende l’utilità di recarsi – poniamo – presso l’ufficio postale per una fornitura di fazzolettini o di dentifricio che può essere inserita nella spesa settimanale. Sembra, ancora, che la percentuale di coloro che effettivamente procedono all’acquisto sia limitata rispetto a coloro che hanno richiesto un dash button. Soprattutto, le eventuali variazioni di prezzo sono visibili soltanto dopo aver concluso l’ordine, senza precedenti avvisi, anche se si tratta – mediamente – di prodotti di contenuto valore unitario.

Ma esattamente qual è la strategia dietro il dash button di Amazon? All’apparenza prendere uno dei due assi portanti del successo di Amazon, convenienza e comodità, puntando sul secondo, ma per i soli clienti Prime (quelli che, a fronte di un abbonamento annuale, hanno a disposizione consegne gratuite e illimitate per un elevato numero di prodotti). Ed è un tassello di una strategia più ampia che mira a incanalare i diversi bisogni di acquisto attraverso un unico collettore rappresentato da Amazon che da parecchio tempo ha smesso di essere una libreria virtuale. Sta assumendo in maniera netta le caratteristiche di un’impresa con l’ambizione di poter vendere qualsiasi cosa: un vero suk planetario, super efficiente e informatizzato. Dal canto loro, le imprese che aderiscono al programma si trovano fisicamente vicine al consumatore, con una sorta di esclusiva, diversamente da quanto potrebbe avvenire sul lineare di un supermercato.

Bisognerà aspettare qualche tempo per valutare la reazione dei clienti di Amazon Italia, ma provo a visualizzare una casa con dash button disseminati qui e là: in bagno, in cucina, in camera da letto. Ad ogni clic regalo le mie abitudini d’acquisto ad Amazon, alle imprese collegate e, al tempo stesso, le cristallizzo per quel prodotto; preferisco la comodità alla possibilità di scegliere, lascio che Amazon agisca per me: oggi per il caffè, domani per tutta la mia spesa.
Non solo, alcuni produttori hanno iniziato a installare dei dispositivi di riordino automatico, tramite Amazon, sui propri prodotti: lavatrici in grado di acquistare il detergente in esaurimento, brocche filtranti per l’acqua che sanno riordinare i filtri; in altri casi, scanner casalinghi targati Amazon, consentono di modificare una lista della spesa di prodotti freschi (pre impostata on-line) attraverso la lettura del codice a barre del prodotto che interessa, o con la voce.

Un’opportunità? Un’ipotesi inquietante di monitoraggio e controllo delle abitudini d’acquisto?
Dipende dall’attitudine personale ai bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni.
Il bicchiere, ovviamente, lo vende Amazon.

(Paola Giannelli)® Riproduzione riservata

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