Libri

Ode a Fabio Volo

volo

Lo dico piano per non far arrabbiare Michela Murgia, ma il libro più geniale uscito negli ultimi tempi è sicuramente quello di Fabio Volo. Non ho detto bello, intelligente, letterariamente compiuto o interessante: ho detto solo “geniale”. Perché? Perché Volo firma l’unico libro che sia possibile pubblicare in questo momento (e dico “firma”, perché probabilmente non ha scritto nemmeno una delle pochissime righe già scritte – frasi fatte e citazioni soprattutto – di cui il volume si compone): il libro “da scrivere”.

Delle 154 pagine che compongono A cosa servono i desideri (Mondadori), il 90% sono vuote, o quasi, e in cima ad esse campeggiano spunti tipo: La prima cosa che ho pensato questa mattina quando mi sono svegliato o L’ultima cosa che ho pensato ieri sera prima di addormentarmi. Tutto qui: il resto è da completare a cura del “lettore”. Scrivo “lettore”, ma il termine è scorretto e lo uso per semplice comodità. Potrei scrivere “scrittore”, ma sarebbe altrettanto impreciso. In attesa di trovare il termine giusto, spieghiamo dove si trovi la genialità. Proprio nel fatto di pubblicare un libro da scrivere, che però non è un diario (dove, comunque, devi almeno trovare in te stesso un’idea che ti spinga a mettere qualche parola sulla pagina) ma una specie di “social su carta”.

Ciò che il “lettore/scrittore” aggiunge alla pagina bianca, è solo un commento, e Volo sa (o meglio, lo sa l’editor Mondadori che ha inventato il libro) che sui social l’importante non è scrivere un post (cioè avere un’idea), ma commentare il post di qualcun altro. È nei commenti che lo scrittore da social si realizza completamente, soprattutto quando non ha né letto né capito il post che sta commentando.

Perché leggere è difficile, capire più difficile ancora. Scrivere un po’ meno, ma un commento (soprattutto a sproposito) non si nega a nessuno. La Murgia ha stroncato il “libroide” (parola sua) di Volo dicendo che gli alberi si vendicheranno per lo spreco di cellulosa. Io, al contrario, penso che a Volo dovremmo dire grazie. Grazie per averci fatto capire compiutamente quel che siamo: commenti, citazioni, frasi fatte, «solo la copia di mille riassunti» (cit. Samuele Bersani).

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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