Inquieto vivere

Ti racconto il desiderio

stelle grande

Desiderare è una parola che racchiude molti racconti, probabilmente ogni possibile storia umana. Potremmo raffigurare la vita di ognuno come un percorso di desideri realizzati, impossibili, inspiegabili.
La sua etimologia parla di stelle. Porta in sé il senso della mancanza di ciò che cerchiamo – lontano quanto le costellazioni – e l’atto di fissare lo sguardo proprio sulle stelle: è quella la casa dei desideri. Possono essere irraggiungibili e dolorosamente ambiti o appaganti in maniera non immaginabile in precedenza.

Desiderare è un atto carico di aspettative e paure: immaginiamo noi stessi come il nostro desiderio racconta, oppure chiudiamo l’uscio in faccia per paura. Trascuriamo il fatto che il momento in cui costruiamo un ponte verso la persona che potremmo essere in futuro – assecondando senza paura il nostro desiderare – è una delle condizioni più belle dell’ambire a qualcosa. È abbracciare la calda indeterminatezza di ciò che potrebbe accadere e davvero vogliamo.

Perché lo sappiamo tutti ciò che desideriamo, giusto?
E allora non dovrebbe essere molto difficile sedersi davanti a una pagina bianca ed elencare uno per uno i nostri desideri. Magari proprio ora, appena finita la lettura di questi righi, anche solo per la curiosità di intravedere la forma del nostro immaginario.
Con questo esercizio, allontanando la tentazione di accumulare ancora qualcosa (una macchina, una vacanza, un vestito, una donna o un uomo da esibire), ci troveremmo probabilmente davanti a una pagina con pochi intensissimi desideri scritti su una piccola porzione del foglio: quelli che cercano di farsi ascoltare nel rumore di fondo di ogni giorno, che ci assomigliano e possono trasformarci, perché il cambiamento è nella natura di ogni desiderio.
Desideri che, soli, sono in grado di metterci in movimento: come una macchina perfettamente oliata, oppure borbottante e ansimante per lo scarso utilizzo o la troppa usura, ma metterci in movimento.
Verso dove? Le stelle naturalmente.

(Paola Giannelli) © riproduzione riservata

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