Inquieto vivere

My favourite things. Elementi per un’indagine

videocassette

A casa mia, il videoregistratore entrò ai primi di giugno del 1982. C’era il Mundial di Spagna, bisognava immortalarlo. Il Nordmende Spectra V350 fece il suo ingresso trionfale in salotto; il prezzo era di 2.800.000 lire: un botto per l’epoca! Anche le cassette costavano un occhio: le E180, da tre ore, venivano 30.000 lire l’una e per trovarle bisognava andare nei pochi negozi specializzati. Aveva il telecomando (col filo), il timer, l’avanzamento veloce, il riavvolgimento rapido e il fermo immagine. Era in due pezzi separati, collegati da cavi, e c’era anche la presa per la telecamera, che avremmo potuto comprare in seguito; non la presa scart, che non era ancora stata inventata. Insomma, un oggettino mica male. Pochi ce l’avevano: del resto anche il televisore a colori non era ancora in tutte le case. Era un VHS, lo standard che stava conquistando il mercato ai danni del BETA e del VIDEO 2000. La decisione su quale tra questi scegliere fu sofferta: si passò un bel po’ di tempo a documentarsi. Alla fine, l’oggetto tecnologico sognato da molti era lì e prometteva meraviglie. E meraviglie furono.

Le partite del mondiale furono viste e riviste, da soli e in compagnia, fino a consumare i nastri magnetici. I film si potevano finalmente “possedere” e rivedere a piacimento, così documentari, concerti e via dicendo. In seguito il Nordmende lasciò il posto ad altri modelli, più recenti, ma lo conservo ancora con cura ed è tuttora funzionante. Nel corso degli anni ho registrato di tutto, indiscriminatamente e disordinatamente. Anche cose che col tempo si sono rivelate documenti storici: per esempio gli interrogatori dei politici al processo Cusani, a Milano nel 1993, su tutti quelli a Craxi e Forlani.

Ho accumulato più di 700 videocassette registrate da me, più quelle acquistate in edicola o altrove. Molte non le ho mai riprodotte; le rimandavo a un domani indefinito, come se il mio tempo su questa terra non avesse limiti. Oggi il VHS è obsoleto, non si fabbrica più, né si trovano le cassette. Ci sono altri standard, più moderni, migliori, meno ingombranti. Ma non sento più il bisogno né la voglia di registrare e accumulare: man mano che gli anni passano (ne ho 60) mi è chiaro che non c’è un’altra vita che mi aspetta, non in questo mondo, almeno, non come l’ho conosciuta io.

Così le mie videocassette le lascio lì, a futura memoria, per chi avrà la curiosità di sapere cosa m’interessava, cosa mi piaceva. Insieme ai libri, ai dischi, ai nastri magnetici; e poi le riviste, gli spartiti. Tutti segni del mio passaggio, utili per una futura indagine. Si scoprirà il mio crimine: i miei scritti, la mia vita, My favourite things.

(Diego Caiazzo) © riproduzione riservata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...