Domani comincia Sanremo. Vi ricordate chi ha vinto l’anno scorso? La prima edizione che ricordo di aver visto in Tv è quella in cui vinse Celentano cantando Chi non lavora non fa l’amore, un brano fascistoide, presalviniano e, come tale, privo di ogni senso. Era il 1970. Due anni dopo esordì Ivano Fossati com Jesahel (cantava coi Delirium): credo che chiunque abbia la mia età si sia perso almeno una volta dietro al ritornello che faceva “Jesahel, na-na-na-na-na”.

Poi una massa informe e oscura di “dei delle città”, “trottolini amorosi”, “partigiani presidenti”, “storie di tutti i giorni”, “vite spericolate”, “panini al salame”, “fiumi di parole” e “amori persi quando si fa sera”. Ogni tanto qualche sprazzo: Franco Fanigliulo, che andando istrionicamente su e già per il palco cantava “A me mi piace vivere alla grande, girare tra le favole in mutande”. Fanigliulo morì nel gennaio 1989 e quell’anno il festival fu vinto da Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò. Appunto.

Ma nessuno lascia veramente il Festival (o Festivàl, con l’accento sulla a, come diceva Mike Bongiorno). Ho scorso l’elenco dei partecipanti all’edizione di quest’anno e ho trovato Al Bano, Paola Turci, Michele Zarrillo, Gigi D’Alessio, Ron, Marco Masini: non meraviglia che la lista dei cantanti sia stata presentata lo stesso giorno in cui Paolo Gentiloni presentava i suoi ministri. Non è gattopardismo, è semplice sclerosi. Tanto, si sa, il Festivàl lo guarderemo lo stesso: perché Sanremo è Sanremo.

A proposito: l’anno scorso hanno vinto gli Stadio.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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