Di certo non sarà d’accordo con il celebre detto popolare, la povera signora giapponese che – durante un intervento di chirurgia laser – per colpa di una scoreggia, si è procurata estese bruciature in diverse parti del corpo.

Omettendo il nome della malcapitata, per garantirne la privacy, il Tokyo Medical University Hospital pubblica un rapporto per raccontare la curiosa storia, che se ai più strapperà un sorriso, non è certo stata uno scherzo simpatico per la povera signora che, ignara di aver scoreggiato sotto anestesia ha – per il calore del laser – dato origine a una fiammata di gas intestinale che si è diffusa fino al telo operatorio, causando un vero e proprio incendio.

Le indagini, condotte da un pool di esperti esterni alla struttura ospedaliera, hanno confermato che “galeotto fu il peto”, non avendo riscontrato alcun difetto negli strumenti medici, né oggetti infiammabili nella sala operatoria.

Immediata la decisione delle associazioni ospedaliere giapponesi, che si sono impegnate a garantire le giuste informazioni ai pazienti che si sottopongono a operazioni in presenza di laser: al fine di evitare emissioni intestinali, che rischiano di procurare danni importanti, saranno prescritte diete alimentari rigorose, che prevengano la produzione di gas infiammabili: perché la tromba di culo sarà anche sanità di corpo, ma c’è sempre il rischio di finire arrosto.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

 

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