La ragazza potrebbe dare,
ma non si impegna.
Si perde in fantasie,
ma non studia.
Rotola tra suoni e suona,
ri-suona.
La ragazza potrebbe essere,
ma non è.
Gironzola tra le pieghe della vita,
ma non vive.
La ragazza si guarda le mani,
che di ragazza non sono più.
Raccogli le mani,
le parole e i giudizi.
Difendi la testa,
il suo risuonare
così lontano
così vicino:
temibile sogno,
incubo del mattino.
Si è perso un respiro.
Si è perso un pre-giudizio:
la ragazza lo cerca di nuovo.
La donna lo scalcia lontano.
Palla persa in fragor di calci.

(Susan Moore) © riproduzione riservata

 

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