Racconti

Scie chimiche

scie

Ieri sera ho visto su Youtube questo documentario che parla di scie chimiche. Io, prima di vederlo, mica lo sapevo che cos’erano. Adesso invece sì. Esco sul terrazzino della cucina e guardo il cielo. È azzurro stamattina. Fa caldo. Oggi non vado a lavorare. Sto qui e guardo le scie chimiche. Però meglio se sto un po’ coperto: non sai mai cosa buttano giù, quelli lì. Roba brutta, roba che fa male. Roba che ti entra nelle cellule e tu diventi un altro. Perché a loro interessa che tu sei diverso. Che non pensi con la tua testa. Che credi solo a quello che ti dicono e fai soltanto quello che gli piace. Le scie chimiche indeboliscono i muscoli e il cuore, servono a controllare il clima, a far morire.

Se la gente cominciasse a capire. Ma c’hanno tutti il paraocchi. Eppure, basta guardare il cielo e vedere gli aerei che lasciano queste scie bianche, lunghe, sporche, che poi si spandono per caderci sulla testa. E le malattie invadono i nostri corpi. Perché loro hanno bisogno del dolore. Loro mangiano il nostro dolore. Ma io sto qui al sicuro, con la testa nel sacchetto. Il cellophane lo chiudo e da oggi smetto di respirare.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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