C’era una volta il caro estinto. Lo cercavamo sulle fotografie, in qualche vecchio video, nelle pieghe della smemoratezza. Era lì, ma non c’era veramente. Era vicino, ma di una vicinanza fatta di distanza, di malinconia, di attesa, di sensazioni polverose e inattendibili: suoni rimasti nell’orecchio, odori improvvisi e evanescenti, immagini mosse e sfocate, come quelle sovraimpresse su una pellicola fotografica.

C’era una volta. Ma or è arrivata With me, l’applicazione inventata dalla compagnia sudcoreana Elrois. With me trasforma il caro estinto in un avatar 3D capace di interagire con noi. Basta avere uno smartphone o un tablet e il caro estinto non è più tale. Il suo avatar ci parla, ci osserva, si fa i selfie con noi. I tecnici di Elrois dicono di aver creato la App per aiutare le persone a superare il trauma della scomparsa di un congiunto, di un amico, di un caro estinto, appunto.

Stupenda cosa, se non rivelasse, dietro un’apparenza di delicatezza, una verità crudele: a chi scaricherà e utilizzerà quest’App, del caro estinto non importa nulla. Gli interessa un animale domestico, un drone, o, meglio ancora, un peluche. Un’appendice di se stesso, un selfie stick di egocentrismo, una parentesi di nulla, non certo un altro che ormai non c’è più. Un altro fatto di attesa, di immagini sfocate, di malinconia. Di una voce abbandonata nei cassetti della dimenticanza.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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