Poesia

Il telefono

tel

Amore mio Amore

nella lunga eco del fragore

di un tram di un treno di un bus

odo la tua voce ma tu odi la mia?

Mi trema il polso

stringo i denti

sento come un graffiare di marmo

mentre passa un’ambulanza.

D’improvviso si alza una saracinesca,

mi si gela il sangue.

È ancora l’alba

e il sole d’inverno

è un occhio sottile

o una ruota di ghiaccio.

Le deserte parole

ci attendono

come un brivido

nella schiena.

Taci non odo parole

che dici umane.

È ancora l’alba

sul mio passo sul tuo passo

solo il rumore di una città

che ci chiude tutte le porte.

Allora per caso mi ritrovo

su un pratone

scampato alla speculazione edilizia

ma non alla morte.

In un’ erema atmosfera

piena di vapori pasoliniani

passeggio tra vecchie lavatrici,

televisori come tane per topi

e persino un mobile bar

È ancora l’alba,

in un lillipuziano spazio

c’è un cespuglio di trifogli.

Mi fermo, attendo

e infine ascolto

la brina che si scioglie

nel tuo cuore.

 

(Andrea Lupi) © riproduzione riservata

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