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Storie di cioccolato tra Modica e Damasco

cioc

Due famiglie molto diverse, le cui storie si intrecciano strettamente all’amore per il cioccolato.

La prima storia inizia a Modica, comune che vanta la fabbrica di cioccolato più antica della Sicilia, avviata dalla famiglia Bonajuto.
Vincenzo, il capostipite, è notaio e diventerà procuratore della contea, una delle più importanti del Regno delle due Sicilie, ma non s’interesserà alle fave di cacao.
Ci penseranno i suoi discendenti a innamorarsi del cioccolato, portato a Modica dagli spagnoli intorno al 1600; “l’oro nero” di Modica è tuttora uno dei motivi d’orgoglio della città, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
La tecnica tradizionale di lavorazione è ancora a freddo: l’impasto di cacao non viene mai sciolto completamente ma riscaldato a bassa temperatura. Questo conferisce una particolare consistenza al cioccolato: all’assaggio, si sentono distintamente i granelli di zucchero.
Sei generazioni di Bonajuto, poi Ruta, si sono succedute in un piccolo negozio di circa 28 metri quadrati sul corso principale di Modica, nel solco di una tradizione di famiglia.
Pierpaolo Ruta, l’ultima generazione, racconta del bisnonno che nascondeva caramelle nei fichi appesi agli alberi e diceva poi ai bambini modicani che si trattava di alberi davvero speciali: alberi di caramelle. L’ultimo di quei bambini, ormai anziano,  divenuto Padre Pietro, ricordava perfettamente quella magia.

La seconda storia porta ancora più lontano, a Damasco, in Siria, dove la famiglia Hadhad conosce l’arte antica di produrre il cioccolato e, per circa vent’anni, distribuisce i suoi apprezzati prodotti in tutto il medio Oriente.
Durante la guerra la fabbrica viene bombardata, la famiglia perde tutto ed è costretta a rifugiarsi in un campo profughi in Libano, sperando di poter tornare al più presto alla vita di sempre. Sono tre lunghi anni di attesa, in cui diventa chiaro che tornare in Siria sarà quasi impossibile e, al termine, gli Hadhad hanno la possibilità di trasferirsi in Canada, in una piccola località della Nuova Scozia. Siamo agli inizi del 2016 e, dopo un periodo di acclimatamento, la famiglia decide di rimettersi in gioco con quello che sa fare meglio: il cioccolato.
Nasce Peace by Chocolate (pace con il cioccolato), una piccola realtà imprenditoriale che diventa da subito così florida da consentire alla famiglia la donazione di parte dei profitti alla Croce Rossa quando, a maggio del 2016, un imponente incendio scoppia a Fort McMurray, dall’altro lato del Canada, e molti – in fuga o evacuati – hanno bisogno di aiuto.
≪Sappiamo cosa significa scappare lasciando tutto alle spalle≫.

Le due famiglie, in Sicilia e in Canada, potrebbero essere una lo specchio dell’altra, in tempo di pace e in tempi – difficilissimi e provanti – di guerra, con due storie che mostrano un percorso chiaro attraverso le generazioni.
Non è solo lavoro, profitto, impresa. È passione che diventa identità, si arricchisce e trasforma senza disconoscere se stessa.
È una bussola che parte da ciò che sai fare e dalle tradizioni; si fonda sull’ingegno e il desiderio di continuità: speciali radici che possono essere piantate di nuovo e ancora. In molti luoghi.

(Paola Giannelli)®Riproduzione riservata

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