All’equinozio di Primavera

la luce è giusta

per assassinar la finzione,

per far pulizia e risapere di buono.

Ogni persona ha un suono diverso

quando entra nella vita degli altri:

è sussurro

è motivo

è canzone

è lezione.

Passo il panno sulla polvere,

l’hai lasciata piena

dei tuoi segreti.

Non serve scappare,

sono solo la femmina

che hai giudicato dopo,

dopo avere rivelato

troppo di te.

Potevi fidarti, avresti dovuto,

non faccio paura,

ho già dimenticato.

Abito con terribili demoni

io.

Ho dovuto imparare

la leggerezza dell’anima

che guarda se stessa

senza fronzoli e orpelli.

Solo che adesso

mi appari stonato davvero,

perché non sei stato prudente.

Col tuo non spiegare

hai fatto rumore

e ora mi occorre sgrassare.

Ho voglia di bianco

e lo straccio è

finalmente bisunto,

ha annientato

il tuo falso sorriso

che andrà in lavatrice

insieme a chi mette in discarica

per qualche difetto assolvibile

una musica vera.

(Simonetta Bernasconi) © riproduzione riservata

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