Inquieto vivere

Lacrime di coccodritto

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Lo dice una ricerca pubblicata sul The Journal of Pediatrics da un gruppo di ricercatori dell’Università di Warwick, in Inghilterra: i bambini inglesi, quelli canadesi e quelli italiani sono, in quest’ordine i più piagnoni del pianeta. Quasi due ore al giorno nelle prime sei settimane e più di un’ora fino a tre mesi. Intendiamoci, che un neonato pianga è perfettamente normale, anzi, sarebbe strano che non lo facesse: la cosa che diverte è l’ordine di classifica. Noi, capaci di scrivere opere liriche in cui i protagonisti cantano piangendo anche mentre tirano le cuoia siamo solo in terza posizione? Sì, ma solo da piccoli: poi ci riprendiamo il posto che ci spetta. Gli inglesi diventano gentlemen e nascondono dietro una maschera di fair play e di understatement (fino a quando non si trasformano in hooligan da stadio) il loro passato di neonati lacrimosi, mentre i canadesi, tutti notoriamente pazzi, le lacrime le dimenticano già dopo i tre mesi.

Noi, invece, piagnoni nasciamo e piagnoni restiamo: piangiamo per il derby, per le nozze di diamante di mamma e papà, per la festa dell’asilo del figlio piccolo, perché non vogliamo curarci con supposte e iniezioni, per la Playstation e l’abbonamento a Sky. Piangiamo perché la fidanzata ci ha lasciato, perché abbiamo lasciato la fidanzata, per gli Amici di Maria de Filippi e anche per i suoi nemici.

Del resto, come scrive Antonello Caporale in Peccatori. Gli italiani nei dieci comandamenti: «siamo maestri nell’arte del «chiagni e fotti», del lamentarsi perché tutto va male, fino a che non si può trarre dal marcio quel che serve a ciascuno». Il vittimismo è un’arte e noi la coltiviamo sin da piccoli, ma, a differenza di inglesi e canadesi, questa arte non la dimentichiamo: la mettiamo da parte e la sfruttiamo quando meglio serve. Lo dice anche il vangelo (Luca: 6,21): «Beati voi che ora piangete, perché riderete». E ride bene chi ride ultimo, soprattutto se prima si è fatto una bella “piangiuta”.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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