Torno a casa come a volte un temporale

passa sopra a quello che ci resta

di noi – l’arcipelago minuto

fra casa e patio, storna interferenza

di macchie bianche sul giardino aspro.

Tre minuti di silenzio li so per un dirupo,

stimo un tempo muto un’esiziale

latebra, così non cedo campo, assisto, balzo

– un tamburino sardo, se te ne ricordi.

Lontano chiami ma nessuno viene

se non per fede, al padre, o per virtù;

nel gelo come un passo scalzo il soffio

di chi l’algore sa come la via, la verità, la vita.

(Q) © riproduzione riservata

 

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