Racconti

L’ultimo uomo

ultimo

L’ultimo uomo rimasto sulla terra chiuse il giornale e uscì in giardino a controllare la fioritura dei gerani. Anche quel giorno le notizie erano pessime: i pelargonium radens non avevano attecchito, i grandiflorum erano putridi tentacoli vischiosi e i graveolens sembravano sul punto di partire per un imprecisato viaggio karmico.

L’uomo sospirò, scosse le spalle e rientrò in casa. Prese un maglione dall’armadio a muro e scivolò lentamente nel soggiorno: non voleva svegliare nessuno. Si sedette sul divano, davanti alla Tv, e sollevò il telecomando. I numeri sui tasti erano scomparsi, se ne intravedevano a malapena alcuni: il 7, il 15… forse il 220. Accese l’apparecchio, ma sullo schermo non vide nulla che gli fosse familiare. Allora spense e si diresse verso il letto. Fuori era buio. Dentro c’era soltanto un vago odore d‘aria spenta.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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