Storie e persone

Cantaci, o Vate, del tuo pisellino

Piccolo-Pisello

Ant Smith è un ingegnere cinquantenne inglese che, nel 2015, assurse alla gloria nazionale per avere consegnato alle cronache un piccolo libello poetico nel quale raccontava le dimensioni del proprio pene che, contro ogni aspettativa auto celebrativa, misura soli tre centimetri a riposo e dieci scarsi in erezione: Shorty, questo il titolo del poemetto, da voce a tutti gli uomini con misure minime, quelli che in una società sempre più improntata all’esibire vivono spesso nell’ombra, proprio perché hanno poco da mostrare (come omosessuale, conosco bene il razzismo nei confronti dei mini dotati).

Il poema ha avuto un tale successo che il nostro Ant ha iniziato una vera e propria tournée, in giro per i locali della Gran Bretagna, a declamare i propri versi, rilasciando interviste a giornali e televisioni con lo scopo – dice lui – «di rassicurare tutti quegli uomini che soffrono di ansia legata alle dimensioni del proprio pene, anche se i più possiedono un pisello dalle dimensioni normali».

A seguito di quel grande successo e forse, anche al fatto che l’averlo così piccolo deve essere un’ossessione anche per lui, è di questi giorni l’uscita del un nuovo capitolo creativo di Ant, un libro dal titolo Small penis bibleLa Bibbia del cazzo piccolo – dove, con l’ironia che lo contraddistingue, ritorna a parlare di uccelletti e uccellini. Invitato in programmi televisivi di grande audience, Ant mostra al paese intero le dimensioni del proprio pene, a riposo e in erezione, servendosi di una sagoma della sua altezza, dichiarando che per soddisfare sua moglie si deve servire di più parti del proprio corpo. Cerca anche di seguire una dieta che non lo ingrassi troppo, rischiando di far scomparire il suo attrezzino nei meandri dell’adipe cadente e rassicura i propri connazionali sulla normalità di una condizione che molti credono anomala.

Del resto, nella storia ci sono illustri esempi di grandi uomini con l’uccello piccolo, uno fra tutti Napoleone Bonaparte: l’urologo John K. Lattimer, della Columbia University di New York, condusse degli studi sul pene del grande imperatore stabilendo che misurava quattro centimetri e mezzo a riposo e sei in erezione. Forse hanno ragione i vecchi saggi: quel che importa non è che sia lungo che tocchi, o grosso che intoppi, ma duro che duri.

Tutto il resto, è letteratura.

(Stefano Simonini) © riproduzione riservata

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