Poesia

Abendsegen (Perugia)

abend

Ci risiamo

Non il tempo, né l’esperienza

ma un libro

mi ha insegnato;

mentre il treno viaggia con i finestrini aperti,

tra le pagine sono cascato.

 

Non vedo la storia,

né riconosco i personaggi.

Solo lettere e segni e odore di cellulosa.

Cerco un passaggio etrusco

per una casa che non ho acquistato,

per una donna che non sa di aspettarmi.

 

Dopo il bosco di A e il campo di virgole,

lo trovo:

un monolito di travertino

nasconde una città che non ho amato

e una salita di vetrine troppo pulite.

 

Mi specchio.

Eccolo di nuovo

lo sguardo serale,

pure col sole.

Quel crepuscolo negli occhi,

bieco come un contatore

di passi, di parole.

 

Ogni azione registrata,

ogni espressione un numero in più,

o in meno.

Tutto il resto si adegua:

il cuore accelera,

l’anima si ammolla.

 

Un ragazzo mi supera.

Vedo solo due lunghe gambe

e l’innocente sgarbo.

Ma nella vetrina scompare

quello sguardo serale.

 

Allora allungo

consumo 5 o 6 numeri.

Con rabbia cosciente, credo,

ma qualcuno ha un piano su di me:

la donna che non sa di aspettarmi

punta sul ragazzo dalle gambe lunghe.

Quasi in cima alla salita

lo raggiungo e supero.

 

Le tempie ancora mi battono

dinanzi alle virtù cardinali di Perugino.

La direzione nella bussola non trovo.

Forse è lo sguardo nello specchio

la mia nuova occasione.

(Andrea Lupi) © riproduzione riservata

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