Il bambino che si avvicina all’acqua muove passi titubanti. La guarda, la assaggia con i piedi, torna indietro. Di spalle ne ascolta il rumore, poi si volta, fa un passo, scappa di nuovo.

Cos’ha pensato il primo uomo giunto a vedere il mare? Conosceva l’acqua, i fiumi, i laghi, la pioggia, ma il mare? Il mare è un confine e un passaggio. Navigare necesse est, dicevano i romani: è necessario, quasi obbligatorio, ma fa paura. Il mare fa paura. Visto dalla spiaggia e, ancor più, visto dal mare. Come Antoine Doinel nel finale dei 400 colpi, il bambino sulla spiaggia cerca il mare, lo sfiora e si ritrae.

Il primo uomo che, uscendo dal cuore dell’Africa, scorse l’oceano che cosa pensò? Cosa pensa il bambino? Öd und leer das Meer, deserto e vuoto il mare.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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