La osservo attraverso la finestra: stesa sul letto, con la faccia in giù. Quando la luce del primo pomeriggio penetra attraverso le persiane scostate, vedo il profilo della guancia destra proiettare un’ombra quasi trasparente sulla trama ruvida del copriletto chiaro. Indossa ancora i vestiti della notte: la gonna stretta, le scarpe con il tacco, una camicia comprata a pochi euro nel negozio delle cinesi all’angolo.

Sotto la curva stanca del ginocchio si inerpica una mosca silenziosa, con la proboscide allungata verso il nulla: gli occhi dell’insetto, simili a caleidoscopi, proiettano il mosaico della forma in una dimensione iperuranica, disseminata di pulviscoli odorosi. Niente, di tutto quanto ci è promesso, assomiglia alle piramidi d’Egitto: forse a un sarcofago, forse ad una mummia, con più certezza solo a un grido di sciacallo.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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