Mentre volava sopra la Casa Bianca, a trentamila piedi d’altitudine, Richard Nixon pensò un’altra volta al primo uomo sbarcato sulla Luna. Se non sbagliava si chiamava Gorsky, ma nessuno, a parte pochissime persone, aveva mai saputo del suo viaggio, del suo atterraggio sul suolo lunare due giorni prima di Armstrong e Aldrin, della sua faccia, non poi così sorpresa, quando gli dissero che non sarebbe stato il primo, che quella volta bisognava far vincere gli yankee, anche se erano arrivati ancora per secondi.

Cosa faceva in quel momento il signor Gorsky? Coltivava girasoli nella sua dacia sulle rive del Mar Nero, portava a spasso il bassotto tedesco che gli aveva regalato il presidente Kruscev, o raccontava a un nipotino incredulo la sua inutile impresa sulla Luna? Niente del genere.

Quello che Richard Nixon ignorava era che Gorsky non era mai tornato sulla Terra: mentre risaliva sul modulo lunare, era caduto morto a faccia in giù, sul fondo grigio del Mare Tranquillitatis, colpito da un infarto fulminante. Il primo uomo sotto la faccia della Luna.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

Annunci