Racconti

Mont Ventoux (Tour de France)

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Era una delle ultime tappe. Decisiva. Si trovavano lassù dal mattino. Mont Ventoux. La montagna del Petrarca. Poco meno di duemila metri. La cima arida, spoglia, spazzata dal vento. Erano saliti, lei dietro e lui davanti, pedalando lentamente. Poi, in piedi, sul bordo della strada, avevano guardato passare i corridori, la carovana, gli ultimi ritardatari. Nella testa rimanevano il ronzare delle ruote, il rumore dei clacson, le grida della gente. C’era un tale, vestito da diavolo, con un forcone in mano, che correva da una parte. Lo guardò scomparire oltre la curva.

«Io vado» gli disse sua moglie.

Lui si voltò. «Sì, certo, adesso andiamo.»

«No, io vado con lui» disse la donna, indicando un uomo su una moto. Si infilò il casco che l’altro le porgeva. Saltò sulla sella. Partirono.

Lui non parlò. Si sedette su un paracarro bianco e li vide allontanarsi, nella stessa direzione dell’uomo col forcone. Restò lì fino al tramonto. Poi si avviò, in discesa, tenendo con una mano la bici di sua moglie. Sperò di arrivare fino in fondo riuscendo a non cadere.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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