La notizia circolata la settimana scorsa (forse vera, forse falsa, di certo verosimile), di gatti usati per appiccare incendi in Sicilia e sul Vesuvio, me ne ha fatta tornare alla mente un’altra di qualche anno fa. Credo fosse una notizia vera, perché in rete circolano immagini che la rendono plausibile. La storia è questa: un gatto inglese fu picchiato quasi a morte, reso cieco dall’occhio sinistro e buttato in un bidone della spazzatura perché colpevole di assomigliare a Hitler.

L’idiozia umana è quasi senza limiti, ma forse in quel caso toccò uno dei suoi vertici (come accadde a colui che scorse il profilo di Hitler nel design di un bollitore). Vedere in un gatto una somiglianza con Hitler, solo per via di una macchia sotto il naso – che ricorda un paio di baffi – è da idioti, non c’è altra spiegazione. Ma ancor più idiota è trasformare quella macchia in un pretesto per compiere un atto spregevole. Motivare un atto disgustoso è infatti ancor peggio che compierlo senza alcun motivo. Baz – questo il nome del gatto – ora sta bene, anche se ha perso un occhio. Il tipo che l’ha picchiato non credo. Pare sia sulle orme di una cimice che ha tutta l’aria di essere sua sosia.

P.S. Se questa storia, così come quella dei gatti incendiari, è falsa o non è ancora accaduta, non disperate, presto accadrà davvero.

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

 

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