Poesia

sui bastioni

bastioni

e il tavolo e i fermatovaglioli

dell’ikea

quelli coi nomi da leggere al contrario

come oroscopi di un indovino etrusco

tu te li porti dietro

nella valigia chiusa con lo spago

come quella che avevi visto al cinema

ma lo spago è di louis vuitton

la valigia foderata di prosciutto

gli occhi un po’ pesti

per le notti insonni

i tornei di burraco fino all’alba

la macchina in sosta vietata

sui bastioni

 

e a non avere fretta non sei tu

non è il tavor 2,5 milligrammi

a non avere fretta è l’uomo del kebab

il cinese che vende cravatte

e scarpe con la zeppa trasparente

di plastica dorata

ad aver fretta non è la cornacchia

quella che il giorno del tuo funerale

gracchierà il lacrimosa di mozart

mentre tu guardi la partita sullo smartphone

il derby di pechino

e al finestrino del 29/30

un bambino farà una pernacchia

sui bastioni

(Stefano Bandera) © riproduzione riservata

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